Wanderlust: workshop di scrittura/lettura

con Daniela Grandinetti
Viaggiando con Jack London – Il Vagabondo delle stelle

Progetto
Il titolo del workshop – Wanderlust – è un termine inglese che si riferisce al desiderio di viaggiare o
esplorare il mondo, il termine proviene dalla lingua tedesca e ha origine dalle parole Wandern
(esplorare) e Lust (desiderio).
ll wanderlust indica il desiderio di andare altrove, di andare oltre il proprio mondo, di cercare
qualcos’altro: un desiderio di scoperta e viaggio. Può riflettere un’intensa voglia di autosviluppo
personale attraverso la scoperta dell’ignoto, affrontando sfide impreviste e conoscendo culture e stili di
vita sconosciuti.
Data questa premessa la scelta è caduta su un romanzo che si adatta alla perfezione alla tematica
descritta.
Articolazione
 Cos’è il Wanderlust
• La letteratura è un viaggio
• Presentazione del romanzo, con lettura di estratti significativi
• Esempi di scrittura e sollecitazione di interventi
Il romanzo:
Uscito nel 1915, un anno prima della scomparsa del suo autore, Jack London, Il vagabondo delle stelle
fu un “caso” per la scabrosa tematica della pena di morte e dei maltrattamenti “legalizzati” nelle carceri
californiane e per la forte critica sociale che lo pone tra le opere assolute di London, e nel tempo è
diventato uno dei romanzi preferiti dei suoi lettori.
Per la prima volta la traduzione e la curatela partono da approfonditi studi accademici, dando un
amalgama nuovo alla storia complessa e mozzafiato del condannato a morte Darrell Standing (il laico
London disse che questo era il suo “romanzo di Gesù”) con Jake Oppenheimer e Ed Morrell, personaggi
realmente esistiti.
Il protagonista, in isolamento, riesce grazie alla autoipnosi a vivere esperienze extracorporee e a rivivere
vicende storiche come il massacro di Mountain Meadows e l’uccisione di Gesù. In anticipo sui tempi, Il
vagabondo delle stelle contribuì a cambiare le leggi carcerarie della California; mentre la sua
sconcertante attualità fa ancora riflettere sui metodi della giustizia e della rieducazione sociale.
Darrell Standing, attraverso la piccola morte – tecnica insegnatagli da Ed Morrell – esce dal carcere e si
ritrova in epoche “sconosciute”, riesce a far morire il corpo e uscire da esso, e quindi sopportare giorni e
giorni di camicia di forza.
Uscendo dal corpo, Standing riesce ad uscire dalla cella e quindi dalle mura del carcere, per ritrovarsi in
epoche e luoghi a lui sconosciuti, ma che fanno parte di una lunga catena di reincarnazioni che hanno
poi portato a lui.
Inizia così un viaggio che secondo lui dovrebbe “chiarire il mistero della vita”: passa attraverso la vita del
conte Guillaume De Sainte-Maure, gentiluomo francese, poi attraverso quella di Jesse Fancher,
bambino di 8 o 9 anni il cui padre era a capo di una carovana di pionieri attaccata da un gruppo di milizie
formate da mormoni e indiani, attraverso quella di un sacerdote del Nilo, attraverso quella di Adam
Strang, un inglese vissuto tra il 1550 e il 1650, di Ragnar Lodbrog, schiavo che in seguito diventa soldato
e amico di Pilato, e per finire quella di Daniel Foss, naufrago su un’isola deserta. Alla fine del romanzo
Darrell Standing, prima di venire impiccato per l’aggressione del secondino Thurston, descrive l’assurdità
della pena di morte, il disagio sperimentato dai suoi esecutori e la sua assoluta serenità, alimentata dalla
curiosità di vivere la sua prossima vita.

Daniela Grandinetti
Daniela Grandinetti ha pubblicato due romanzi – Il mistero della casa del vento, Lab. G. Perrone Editore
e La Malasorte, L’Erudita. Ha vinto prestigiosi premi letterari nazionali tra i quali tre edizioni del Premio
Mimosa (Comune di Narni), Premio “Racconti nella rete” nell’ambito del Festival LuccAutori nel 2005,
pubblicata nell’antologia edita da Nottetempo con il racconto Tre volte. Seconda classificata nella XV
edizione del Premio Letterario Caffè Moak, Città di Modica, con il racconto Elide e Arturo Caffè in
fabbrica.
È pubblicata in diverse antologie, tra le quali le edizioni del 2008 e 2009 del Premio Letterario Giovane
Holden. Ne “I racconti della birra” (Marchetti Editore). Nel 2017 ha vinto il premio per il racconto inedito
Stella non è il mio nome, Premio Letterario Istmo di Marcellinara, I fili di Arianna
Per la Collana Versante Est, DELOS DIGITAL Edizioni, ha pubblicato in ebook A ritroso.
Con la Giulio Perrone Editore ha pubblicato il racconto Lettera a una madre, in Voci di Donna.
Ha scritto per molto tempo su Youbookers curando interviste ad autori (Un libro in 3D, un romanzo in tre
domande). Ha frequentato e tenuto in Toscana corsi di scrittura creativa. Dopo aver vissuto per molti
anni in Toscana, attualmente vive e insegna a Lamezia Terme.

Il workshop con l’ospite sarà venerdì 15 marzo alle ore 15.30 al TIP Teatro.
Per info e prenotazioni scrivere a stampa.impressionimobili@gmail.com